Shutter Island – Film

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Regista: Martin Scorzese

5 Shutter Island è un film del 2010 diretto da Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, basato sul romanzo omonimo di Dennis Lehane uscito nel 2003. Nel 1954 i due agenti federali Edward “Teddy” Daniels e il suo collega Chuck Aule vengono mandati all’Ashecliff Hospital, un manicomio per criminali malati di mente. I due devono indagare su un caso: Rachel Solando, ricoverata dopo aver annegato i suoi tre figli nel lago vicino a casa, è scomparsa dall’isola. Questo secondo me è uno dei migliori film psicologici degli ultimi anni. È sorprendente e riesce a fornire all’aspettatore elementi su cui riflettere. Io vorrei parlare soprattutto del finale, che ha spaccato letteralmente il pubblico a metà: da una parte quelli che pensano sia un film senza senso e mal riuscito per un regista del calibro di Scorzese, dall’altra quelli che l’hanno trovato semplicemente un film sorprendente e ricco di contenuti.

SPOILER

Il finale di “Shutter Island” è velato e forse per alcuni di difficile comprensione. C’è chi pensa che il protagonista in realtà sia veramente pazzo e rimane pazzo fino alla fine, andando così incontro al suo destino: la lobotomia. Altri invece credono che il protagonista, dopo essere guarito dalla sua follia e aver accettato il crimine da lui commesso, sia ritornato alla sanità mentale e abbia volontariamente scelto di sottoporsi alla lobotomia per sfuggire ai sensi di colpa che altrimenti rischiavano di sopraffarlo. A me convince di più questa seconda versione. Credo quindi che il protagonista sia rinsavito e abbia finto di essere ancora malato per essere sottoposto alla lobotomia. Con l’ultima frase “Meglio vivere da mostro o morire da uomo per bene?” intendeva significare che a continuare a vivere da uomo sano ma sopraffatto dai sensi di colpa, preferiva in un certo senso “morire” e quindi perdere la lucidità ma continuare il resto della sua vita in pace e tranquillità, come un uomo onesto. Il finale di “Shutter Island” è velato e forse per alcuni di difficile comprensione. C’è chi pensa che il protagonista in realtà sia veramente pazzo e rimane pazzo fino alla fine, andando così incontro al suo destino: la lobotomia. Altri invece credono che il protagonista, dopo essere guarito dalla sua follia e aver accettato il crimine da lui commesso, sia ritornato alla sanità mentale e abbia volontariamente scelto di sottoporsi alla lobotomia per sfuggire ai sensi di colpa che altrimenti rischiavano di sopraffarlo. A me convince di più questa seconda versione. Credo quindi che il protagonista sia rinsavito e abbia finto di essere ancora malato per essere sottoposto alla lobotomia. Con l’ultima frase “Meglio vivere da mostro o morire da uomo per bene?” intendeva significare che a continuare a vivere da uomo sano ma sopraffatto dai sensi di colpa, preferiva in un certo senso “morire” e quindi perdere la lucidità ma continuare il resto della sua vita in pace e tranquillità, come un uomo onesto. Il finale di “Shutter Island” è velato e forse per alcuni di difficile comprensione. C’è chi pensa che il protagonista in realtà sia veramente pazzo e rimane pazzo fino alla fine, andando così incontro al suo destino: la lobotomia. Altri invece credono che il protagonista, dopo essere guarito dalla sua follia e aver accettato il crimine da lui commesso, sia ritornato alla sanità mentale e abbia volontariamente scelto di sottoporsi alla lobotomia per sfuggire ai sensi di colpa che altrimenti rischiavano di sopraffarlo. A me convince di più questa seconda versione. Credo quindi che il protagonista sia rinsavito e abbia finto di essere ancora malato per essere sottoposto alla lobotomia. Con l’ultima frase “Meglio vivere da mostro o morire da uomo per bene?” intendeva significare che a continuare a vivere da uomo sano ma sopraffatto dai sensi di colpa, preferiva in un certo senso “morire” e quindi perdere la lucidità ma continuare il resto della sua vita in pace e tranquillità, come un uomo onesto.

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