Libri di Halloween – I segreti di Coldtown

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Autore: Holly Black

Titolo: I segreti di Coldtown

Casa editrice: Mondadori

Anno di pubblicazione: 2013

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BREVE BIOGRAFIA AUTORE

Holly Black, scrittrice statunitense, è nata nel New Jersey nel 1971. é famosa soprattutto per aver creato la saga “Le cronache di Spiderwick”. Ha scritto anche la serie “The modern Fairy Tales”.
Il suo ultimo romanzo è appunto “I segreti di Coldtown” (426 pagine) uscito il 22 Ottobre 2013.

TRAMA

Ti svegli la mattina dopo una festa: sei stesa in una vasca da bagno, la tenda tirata, intorno un profondo silenzio. Gli altri staranno ancora dormendo? Quando ti alzi e giri di stanza in stanza, scopri che durante la notte è successo qualcosa di tremendo. Legato a una sedia, trovi un misterioso ragazzo dagli occhi rossi. Vicino a lui, vivo e ammanettato, c’è Aidan, il tuo ex: appena provi a liberarlo, ti assale in preda a una fame atavica.
Tutto questo non è normale, neppure se ti chiami Tana e sei nata in un mondo molto simile al nostro, un mondo in cui le persone si trasformano in mostri assetati di sangue e vivono confinati nelle Coldtown. Li chiami vampiri, ma potrebbero avere anche altri nomi. Molti di loro sono celebrità, li trovi ogni sera in televisione: tutti i canali trasmettono in diretta le loro feste più trasgressive.
Ora non puoi più evitarli, e hai solo ottantotto giorni per salvarti: ma a quanto sei disposta a rinunciare per tenere in vita ciò che non vuoi perdere?

 

ANALISI DEI PERSONAGGI

– Tana

La nostra protagonista è Tana, una ragazza di diciassette anni che vive con il padre e la sorellina minore Pearl.
Tana è solita trascorrere le serate con Pauline, la sua migliore amica, ma Pauline è al campeggio con l’associazione di teatro, così Tana è sola e si annoia tanto. Decide di partecipare alla festa del tramonto nella vecchia casa di Lance. Non avrebbe mai immaginato di ritrovarsi il giorno dopo l’unica sopravvissuta di una strage dei vampiri. I suoi amici sono tutti morti, tranne Aidan, il suo ex ragazzo, che è stato infettato e legato vicino a una vampiro, Gavriel.
Tana nel romanzo è l’unica ancora di normalità a cui il lettore si può afferrare. Nel suo mondo l’ordinario come lo intendiamo noi non esiste. Niente di normale, solo lei. Io sono una ragazza, quindi per me è stato facile immedesimarmi bene in lei. Tutte le emozioni che sentiva, era come se le stessi provando anch’io… e questo non sempre mi faceva sentire a mio agio!
Come me, anche Tana sente spesso attrazione per il pericolo; più di una volta va fuori ogni regola, ogni morale, i piani non esistono e quando si programma qualcosa, con lei c’è sempre una sorpresa, una nuova circostanza imprevedibile e nuova. Ma è questo il bello, che possiede tanta audacia, da sfidare la morte a duello, sbeffeggiarla e sfuggirle pure. Tana è una tosta, sa sempre fino a dove osare e qual è il limite da non oltrepassare, anche se la sua anima ribelle la porta un po’ sopra le righe, lei mantiene sempre un certo equilibrio e non vacilla mai troppo da rischiare di cadere e spezzarsi.
Lei ha spesso paura, ma sembra quasi che sia questo timore continuo che prova, a spingerla ad agire, pensare e migliorare la situazione. Quando il pericolo la sfiora, diventa lucida e veloce, sembra quasi che il tempo rallenti e la terra si fermi per lei, per darle la possibilità di escogitare un piano d’azione e salvarsi.
Nel libro viene raffigurata proprio come un’eroina: bella, coraggiosa, lucida e sveglia, compassionevole, buona, ma anche minacciosa, talvolta aggressiva e imprevedibile. Sicuramente la sorpresa con lei non manca mai!

Ho apprezzato molto il fatto che non si arrende mai, vuole sempre fare di testa sua e non lascia nessun altro decidere per lei; è orgogliosa, testarda e determinata: se vuole ottenere qualcosa, va lì, sferra il colpo e se ne impossessa. Così, semplicemente.

– Gavriel

Gavriel è il vampiro che viene trovato incatenato da Tana. Gavriel viene descritto come una creatura stupenda, con i suoi capelli neri corvini, la sua pelle pallida e perfetta e i suoi occhi rossi rubino, riesce a catturare l’attenzione di Tana e del lettore.
è un tipo imprevedibile, sicuramente è un po’ folle, ma sempre lucido. Gavriel interpreta il ruolo di “vampiro buono”, della creatura immortale e affascinante, dotata di potere e carisma.
Gavriel non mi è piaciuto da subito, devo dirlo, l’ho trovato troppo imprevedibile e pericoloso. Il suo fascino però è enorme. Non si riesce mai a capire quale sia il suo ruolo, se sia un amico o un nemico, qual sia il suo scopo. Con lui è tutto un enigma, ma proprio per questo riesce a catturare l’attenzione!
Lui è un cavaliere nero, un principe oscuro, un angelo caduto… La sua storia è intrigante e curiosa, ne libro viene raccontata a spezzoni e man mano che se ne viene a conoscenza, si impara ad amarlo e capirlo sempre di più.
Tra tutti i personaggi, è quello che mi ha incuriosita e colpita di più.

GIUDIZIO PERSONALE

Ho letto “I segreti di Coldtown” in un paio di giorni con molto entusiasmo: era da tanto che un libro non mi prendeva così! Finalmente una storia di vampiri originale!

Proverò a descriverlo con poche parole: magnetico, emozionante, sorprendente e originale.

La storia è ambientata in un mondo così simile al nostro, seppur diverso, che non è difficile immedesimarsi e calarsi nei perfetti panni dei protagonisti. Tana, Aidan, Midnight, Winter e Gavriel. Ognuno così ben caratterizzato da catturare l’attenzione del lettore e conquistare la sua stima.

Il loro mondo non è tanto diverso dal nostro, se non per l’unico elemento contrastante: i vampiri.
I vampiri sono esseri sempre insoddisfatti, ubriachi di sangue, la loro sete non si colma mai. Sono annoiati e alla ricerca di stimoli, di uno scopo da donare ad una vita eterna, infinita. Vampiri e umani vivono perlopiù separati, le sanguisughe dentro le Coldtown, delle sorti di città-prigione governate dai suoi stessi carcerati, fuori il mondo “umano”.
Nelle Coldtown possono entrare anche esseri umani che dichiarano di essere infetti, poiché vengono considerati un pericolo pubblico. Una volta entrati non si esce più, a meno che non si possieda un particolare gettone che viene donato come premio ai cacciatori di taglie, cioè ai cacciatori di vampiri. E a patto di essere ancora umani. I vampiri e gli infetti stanno dentro per sempre.

Vampiri e umani conducono vite molto diverse. I vampiri non possono uscire alla luce del sole, hanno occhi rossi rubino e sono come degli uomini potenziati: più velocità – più forza – più bellezza… ma soprattutto più fame.
Assetati di sangue, quando i vampiri incontrano gli umani fuori dalle Coldtown è un gioco di sangue assicurato.
I vampiri sono assurdamente belli, brillano sullo schermo televisivo come angeli caduti. Questo era stato un problema fin dall’inizio. Le creature affascinanti piacevano al pubblico. Anche se volevano uccidere la gente per mangiarsela.
I vampiri rappresentano le fiabe e la magia. La potente bestia immortale in cui ognuno può trasformarsi, il bellissimo cadavere. Tutti hanno paura di morire, ma un vampiro non muore mai. Essere un vampiro è invitante, anche se non molti hanno il coraggio di provare. Eppure tutti vogliono vederne uno, almeno da lontano. E nessuno in realtà vuole che scompaiano. Gli umani nutrono una forte stima nei confronti dei vampiri, li ammirano e ne diventano i fans.

Insomma, sono attratti dal fuoco scottante che li può ustionare. I vampiri sono il nemico, quel nemico su cui si vuole vincere, ma che al contempo è impossibile annientare, perché ci si rende conto che la propria vita, senza quel nemico, sarebbe vuota e insignificante.

Molti umani vogliono diventare vampiri.
Molti ma non Tana, la nostra protagonista. Lei non vuole diventare un vampiro, non lo ha mai voluto. Dopo che sua madre era stata infettata, chiusa nella cantina di casa ad aspettare che l’infezione si esaurisse, urlando e supplicando per essere liberata, per un po’ di sangue, un po’ di pietà… di amore. Tana era solo una bambina quando era successo, dopo trentasette giorni che si sorbiva le urla imploranti e disperate della madre, non ce l’aveva più fatta a sopportare e aveva ceduto. Piano, aveva aperto la porta della cantina, sbloccato i numerosi lucchetti che separavano lei da sua madre. Era scesa di pochi gradini nella scala di legno scricchiolante, umida e fredda, sua madre aveva smesso di urlare nel momento esatto in cui si era aperta la porta… Il rumore delle sue scarpe sul legno bagnato della scala sembrava assordante nel silenzio totale. Sull’ultimo gradino aveva esitato, poi sua madre l’aveva attaccata mordendola sul braccio. Quando si era svegliata, aveva scoperto che era stato suo padre a salvarla. Aveva tranciato di netto la testa della moglie con un barile. Poi, usando la camicia come laccio emostatico, aveva portato la bambina disobbediente all’ospedale, dove i medici le avevano ricucito il braccio.

Tana ora aveva diciassette anni. Sua madre l’aveva lasciata da anni, ma ricordava ancora bene quello che aveva provato, l’infinito bruciare dei denti sulla pelle, nonostante non fossero ancora zanne di vampiro, i canini di sua madre le avevano perforato la carne come spine o come cheliceri di un ragno gigantesco; ricordava la morbida pressione delle labbra e il dolore e anche un’altra sensazione: come se ogni cosa scappasse fuori da lei in un istante. Si era disperata e aveva cercato di liberarsi, con l’unico risultato che sua madre la stringesse ancora più forte, lacerandole la carne dell’avambraccio e facendo sgorgare il sangue a fiotti, come il getto di un fucile ad acqua. I medici avevano detto a suo padre che il ricordo sarebbe scomparso nel tempo, così come la grossa e disordinata cicatrice. Ma in entrambi i casi si sbagliavano. I ricordi abitavano la sua memoria, a volte si nascondevano e sembrava quasi che non ci fossero, che fossero spariti, ma spesso saltavano fuori e sbraitavano, urlavano parole cattive e dolorose: “Non avresti dovuto farlo Tana, non avresti dovuto cedere, papà te l’aveva detto di non ascoltare, era per il suo bene…se tu avessi resistito per alcune settimane ancora, lei oggi sarebbe viva”.

A volte al telegiornale danno notizie di bambini che fanno qualcosa di brutto perché non si rendono conto delle conseguenze. Come per esempio giocare con un fucile che spara per sbaglio e uccide il fratello, oppure accendere dei fiammiferi e dare fuoco alla casa. Non è colpa del bambino.
Anche se in realtà sì, è proprio colpa del bambino, ma nessuno vuole dirlo. Chi altro si può incolpare? è il bambino che ha disobbedito, è il bambino che ha rubato le chiavi e aperto un lucchetto dopo l’altro finché la cosa brutta non è quasi scappata fuori. Questo era accaduto a Tana, ma nessuno l’aveva accusata, nessuno l’aveva odiata. Nessuno aveva detto che era colpa sua se sua madre era morta. Non ce n’era stato bisogno, lo aveva capito da sola.

No. Tana non vuole essere un vampiro. Non vuole diventare un mostro. Non vuole sentirsi impossessare da una forza oscura e potente che la porterebbe ad agire in un modo violento e crudele. Non vuole ferire le persone a cui vuole bene, ma soprattutto non vuole nutrirsi di sangue umano.

Ma tutto un giorno cambia.

Tutto inizia con una festa. Sapete, una di quelle feste da sballo, dove si è insieme agli amici, tutti adolescenti, dove ci si ubriaca e si gioca ad obbligo o verità, dove si ascolta musica e si bacia il tipo carino che ti piace. Sì, insomma una di quelle feste dove ci si va per divertirsi, sentirsi giovani, o a volte sentirsi “grandi”, stare in compagnia e dimenticare tutti i problemi.
Poi al mattino ci si risveglia con gli abiti sporchi e sgualciti, magari sdraiati in una vasca da bagno, con il trucco tutto sbavato e i capelli arruffati. Stanchi, ancora un po’ sbronzi e assonnati, senza ricordarsi nulla.
Così si era svegliata Tana… Tutto normale fin qui, si può pensare.
Tranne per i quarantotto morti sparsi per la casa, per il sangue che macchia il tappeto, per le finestre rotte, un ragazzo legato ad una sedia, un vampiro incatenato al letto e un gruppo di altri mostri che si annidano in qualche angolo buio della casa, proteggendosi dalla luce del sole.

Tana non riesce a pensare lucidamente, non riesce neppure a formulare una frase di senso compiuto nella sua stessa testa. Solo pochi pensieri… Vampiri. Paura. Salvarsi. Scappare.

Mentre leggevo il libro mi sentivo anch’io parte di quel mondo. è impossibile non venire catturati dalla storia, le emozioni dei personaggi si provano tutte. Forse il mio tempismo nel leggerlo non è stato dei migliori, ad Halloween sarebbe stato perfetto… però meglio tardi che mai!

Lo consiglio a tutti perché è un libro meraviglioso *__* !
Se l’avete letto scrivete un commentino dicendo cosa ne pensate. La storia vi ha intrigato? E qual è stato il vostro personaggio preferito, quello in cui vi siete immedesimati?

Condividete la vostra opinione, è importante!

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