Il diario di Anna Frank

Il diario di Anna Frank
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Autore: Anna Frank

Editore: Einaudi

4       Il diario di Anne Frank mi è rimasto molto a cuore perché quando l’ho letto avevo la stessa età di Anna quando comincia a scrivere il diario, così è come se mi fossi sentita lei, sono riuscita a comprenderla e mi ha davvero emozionata molto.

TRAMA

Anna è una ragazza tedesca di origini ebree, prima della guerra conduce una vita normale, tra scuola, casa e amici. La sua famiglia è benestante e suo padre lavora nella banca. Ha una sorella più grande chiamata Margot; con la madre non va molto d’accordo e litiga spesso, nel diario la descrive come una madre assente, incapace di darle affetto e di comprenderla, mentre con il padre mantiene un rapporto confidenziale e di fiducia, lui cerca sempre di non farle mancare nulla e anche quando saranno costretti a vivere segregati nel nascondiglio, lui le starà vicino, cercando di farle prendere bene la situazione e di renderla felice come può.

Il nascondiglio è un piccolo alloggio situato sopra una fabbrica di spezie. Insieme convivono i Frank, il signor e la signora Van Daan con il figlio Peter e il dottor Dussel. Anna è uno spirito libero, vivere segregata nel nascondiglio la deprime, il tempo non passa mai, per fortuna lei ha i libri e lo studio, ha un sogno di diventare scrittrice o giornalista, e ha sua sorella e Peter a tenerle compagnia. La vita nell’alloggio è diversa, ma ancora non mancano i brevi periodi di pace in famiglia e le piccole gioie di cui ancora riescono a godere. Purtroppo non c’è mai davvero pace in casa, quando fuori c’è la guerra e non si riesce a stare tranquilli per molto, così si devono sopportare anche le crisi di nervi che a volte alcuni hanno, si devono sopportare le litigate per il cibo, per la luce che non va accesa e per qualcuno che a volte starnutisce troppo forte, o prende la tosse e rischia così di far scoprire tutti. Quando c’è di mezzo la vita non si scherza, la paura è troppo forte che ci si dimentica anche di essere umani. Anna però ancora trova la forza di sognare che la guerra finirà, che un giorno lei potrà vivere la vita che sogna e potrà finalmente essere libera. Il suo diario è l’unica cosa che letteralmente possiede, è l’unico modo che ha per sfogarsi e per sentirsi per un po’ ancora libera di vivere. Anna inizia a scrivere il diario il giorno 12 Giugno del 1942, il giorno del suo tredicesimo compleanno. La sua vita è ancora normale, come quella di molti altri adolescenti tedeschi. Il giorno che la sua famiglia è costretta a lasciare la loro casa per nascondersi nell’alloggio Anna ancora non comprende perfettamente cosa sta succedendo e si ritrova a dover convivere in un luogo freddo e spento con persone con cui ha poca familiarità, i Van Daan e il dottor Dussel. Anna descrive momenti di vita quotidiana nel nascondiglio, racconta delle litigate per il cibo e per la luce, cose semplici che diventano però motivo di tensione quando di mezzo c’è la vita. In mezzo al terrore però nasce anche l’amore, come un fiore che sboccia dall’asfalto,e rende la sua vita un po’ meno triste. Quando non si ha più niente s’impara ad apprezzare di più le piccole gioie quotidiane, come guardare un cielo stellato di notte dalla soffitta. Cose davvero semplici, che diventano però importanti se non fondamentali in un clima di paura e tensione per poter dire che ancora si vive, che seppur diversa e limitata ancora una vita c’è, la speranza ancora non muore.

Il 4 Agosto 1944 un tedesco e quattro olandesi fanno irruzione nell’alloggio in seguito ad una segnalazione spionistica. Tutti i rifugiati vengono arrestati e condotti al campo di concentramento di Westerbork, il più grande campo olandese, e il rifugio viene perquisito dalla GESTAPO. Il 2 Settembre del 1944 i Frank vengono condotti ad Auschwitz, dove il padre viene separato dalla moglie e dalle figlie. La madre muore di consunzione. Nel Febbraio del 1945 Margot e Anna si ammalano di Tifo e in Marzo Anna muore, pochi giorni dopo sua sorella. Vengono sepolte entrambe in una fossa comune. Tre settimane dopo gli inglesi liberano Bergen Belsen.Il diario di Anna viene trovato nel rifugio da un’amica di famiglia che lo custodisce e lo regala poi al padre di Anna, unico sopravvissuto, che lo pubblica per realizzare il sogno della figlia di diventare scrittrice, ma anche per far conoscere al mondo la loro storia e testimoniare una realtà che molti oggi stentano a credere.

È una storia commovente quella di Anna, ma vera. È triste perché vede i sogni, le speranza e una vita ancora nuova da consumare, distrutti, annullati da una guerra che non è la sua. Già, perché Anna è innocente, lei ha soli tredici anni e l’unica cosa che chiede è di diventare grande e poter vivere scrivendo libri, raccontando storie per far sognare la gente. È un libro che davvero consiglio a tutti, la sua è una storia mondiale e conosciuta da chiunque. Anna anche se così giovane dentro custodisce uno spirito maturo per la sua età, che riesce ad insegnare a noi ragazzi e adulti, a trasmettere emozioni e a commuoverci. Quindi perché non cogliere l’occasione d’imparare, di emozionarci e di conoscere meglio la storia che è stata? Se hai già letto il libro… Puoi godere di questa brevissima lettura in più, che racconta l’ultima lettera di Anne, ti basterà cliccare sul seguente link: www.efpfanfic.net/viewstory.php

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