Il coraggio di parlare

Il coraggio di parlare - Gina BassoIl coraggio di parlare - Gina Basso
Il coraggio di parlare
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Autore: Gina Basso

Casa editrice: Fabbri Editori

Anno di pubblicazione: 1981

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BREVE BIOGRAFIA AUTORE

Gina basso è una giornalista e scrittrice italiana. I suoi libri trattano perlopiù fenomeni socioculturali.  Si è occupata anche di trasmissioni radiofoniche che sono state molto apprezzate dal pubblico e dalla critica. I suoi libri si rivolgono soprattutto ai ragazzi e raccontano storie di mafia, di razzismo, di amori adolescenziali e di tutti gli aspetti che caratterizzano le vite dei giovani; vengono esposti i problemi sociali che caratterizzano la società moderna e vengono affrontati con partecipazione, ma anche con l’obiettivo di lasciare alla fine nel cuore di ognuno un messaggio di speranza e di fiducia. Dal suo romanzo “Il coraggio di parlare” è stato tratto l’omonimo film con la regia di Leandro Castellani, film che ha vinto 36 premi, tra i quali Giffoni e Mosca.    

TRAMA

Vincenzo Melito è un ragazzino di quattordici anni che vive a Borgo Calabro, in Calabria. Per aiutare la famiglia numerosa che vive in condizioni di miseria, decide di lasciare la scuola per recarsi a Gioia Tauro in cerca di lavoro. Qui si imbatte in Don Gino, uno spacciatore che gli offre dieci mila lire al giorno per consegnare la droga ai suoi clienti, senza rivelare però la vera natura delle commissioni. Vincenzino dopo un po’ di tempo che lavora con Don Gino capisce che è si involto con affari loschi e sbagliati e lascia il lavoro non presentandosi più. Continua quindi a cercare un lavoro a Borgo Calabro dove s’imbatte in Don Carmelo, che gli affida il delicato compito di consegnare delle lettere a degli uomini che si scoprirà poi essere dei pezzi grossi dell’ Ndrangheta. Liberatosi così dal triste mondo della droga, entra nella micidiale rete mafiosa, diventando quasi un complice perfino del rapimento di un benestante uomo del paese, pur senza saperlo. Vincenzino capisce che di nuovo si è immischiato con affari sporchi, ma non può rivelare nulla alla sua famiglia e neppure alla polizia perché continuamente intimorire dalla banda di don Carmelo. Decide quindi di allontanarsi da Borgocalabro e si reca a Roma dove grazie ad un cugino trova lavoro a Busto Arsizio presso Mario Bianchi, un imprenditore gentile ed onesto che lo accoglie in casa sua come se fosse un figlio. Ma la Mafia non dimentica e l’ opprime anche lì, così Vincenzino sfinito decide di porre fine all’omertà e raccontare tutto ai carabinieri, che grazie alla sua confessione riescono a prendere una grossa banda di uomini dell’ Ndrangheta. Anche i concittadini di Vincenzo comprendono il grande gesto che ha compiuto e ne fanno di lui un eroe.

SINTESI BREVE
Vincenzino è un ragazzino calabrese che, per aiutare la sua numerosa famiglia a mantenere le spese di casa, decide di lasciare la scuola e andare a lavorare. Ingenuo e ancora senza nessuna esperienza, si lascia coinvolgere nel mondo della droga e della mafia e inconsapevole diventa una sorta di complice. Capirà in seguito di essersi immischiato in affari torbi e si vedrà costretto a fuggire di casa e a rifugiarsi prima a Roma a casa di un cugino e poi a Milano a casa di amici di famiglia. Ma la Mafia non dimentica e lo perseguiterà anche al nord. Vincenzino, con i suoi buoni valori, riuscirà però a sconfiggere la paura e a spezzare il circolo vizioso e fatale dell’omertà, confessando tutto ciò che sa alla polizia. Grazie alla sua testimonianza i criminali verranno arrestati e puniti per le loro colpe.

RECENSIONE

Vincenzo Melito è un ragazzino calabrese che, per aiutare la sua numerosa famiglia a mantenere le spese di casa, decide di lasciare la scuola ed andare a lavorare. Troppo minuto per lavorare in fabbrica, viene rifiutato da tutti i capi cantieri. Quando ormai sta per arrendersi e si ritrova solo, abbattuto e rammaricato, ecco che una proposta di lavoro gli capita tra le mani. Ma sono affari loschi, pericolosi. Inconsapevole, si ritrova coinvolto nel difficile mondo della droga e della mafia. Schiacciato dalla paura, non sa come divincolarsi da questa scomoda posizione. L’unica soluzione è quella di fuggire lontano e cercare un posto sicuro. Ma la mafia non dimentica.

GIUDIZIO PERSONALE

” Il coraggio di parlare ” è un libro di denuncia sociale che mostra il triste mondo della Mafia e dell’omertà che da sempre opprime il popolo italiano. Il protagonista, Vincenzo Melito, è un ragazzino ingenuo e con buoni principi, cresciuto in una famiglia umile ma onesta, con buoni valori, che si trova senza volerlo immischiato in un groviglio di paura e terrore che è la mafia. Ma lui riesce ad uscire dall’omertà e a confessare e, per una volta, una storia di omicidi e di droga ha un lieto fine. “Il coraggio di parlare” è come se fosse una medaglia, con due facce opposte. Una mostra la realtà, cioè come la Mafia sia sempre presente ed inganni attraendo gente innocente nella sua fitta rete d’illegalità, l’altra ci mostra una visione più illusoria che fa sembrare facile la denuncia sociale e l’arresto di alcuni importanti mafiosi, che in realtà non ci avrebbero messo così tanto a disfarsi di un ragazzino che sa, che è testimone e pericoloso, come Vincenzino. Non è facile liberarsi dal masso pesante che è l’omertà e la Mafia soprattutto non ammette testimoni, se ne libera prima che essi possano diventare un pericolo. In questo libro osserviamo come la paura riesca a far tacere la gente anche su questioni gravi, è un meccanismo che porta gli onesti ad essere sottomessi e i disonesti, che dovrebbero pagare, invece sono liberi di agire come meglio credono. Il protagonista del libro cresce, matura e capisce e riesce infine ad affrontare il problema, si libera dal sadico meccanismo che lo spingeva a tacere. Alla fine lui vince, sconfigge il male. Ma non tutti sono Vincenzino, non tutti hanno la forza o la possibilità di parlare, a volte è più facile non vedere e non sentire e fare quello che bisogna fare. Continuare e sperare e andare avanti sottomessi. Perché la Mafia non dimentica. È un libro che certamente consiglio a ragazzi e ad adulti. È utile, fa pensare e ci aiuta a capire. Tutti si possono immedesimare in Vincenzino e vivere con lui l’avventura, per raggiungere alla fine la vittoria. Vincenzino è un ragazzo comune, come tanti altri. eppure cade vittima di un sistema di terrore che non lascia scelta se non la sottomissione e che mai, mai, dimentica. Lui ha deciso di non vivere nel terrore, ha deciso di farla finita, di smetterla… e ha vinto.

LINK

www.ginabasso.com/home.html

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